Ottime relazioni

Relazioni nuove

Gesù ci indica una novità di relazioni: l’altro non è ridotto ai propri desideri e diventa fonte di una novità inesauribile, perché è sempre qualcuno per il quale Gesù ha dato la vita.

61203152Come intendere la Parola di Dio che ci chiede di non desiderare la donna d’altri? Riguarda solo una questione amorosa, per esempio in relazione alla gelosia o alla invidia, oppure interessa ogni relazione tra le persone? E che senso può avere una proibizione di questo tipo in un tempo come il nostro, caratterizzato da amori liquidi e variabili? Perché non pretendere per sé chi è di un altro? Non è forse vero che la cultura individualista, che ci caratterizza, spinge a pensare che, in fondo, noi non siamo di nessuno e per questo possiamo “prenderci” a piacere, senza farci troppi problemi?

Infatti, ciò che sottostà al comandamento di Dio in questione è che noi siamo tutti in relazione e che queste relazioni possiedono un ordine. Esistere vuol dire sempre essere con/essere di: il nostro io è sempre un io-in-relazione. Davvero, nessun uomo è un’isola!

Tutto questo possiede un duplice significato: da una parte, ciascuno di noi è se stesso solo insieme ad altri; la mia persona esiste solo nelle relazioni. Dall’altra, entrare in rapporto con qualcuno vuol dire riconoscere che anche l’altro è iscritto in un universo di relazioni, che devo accogliere.

L’altro non è un fungo che nasce dal nulla e che posso afferrare a piacere. Una delle violenze più sottili che si possono praticare nei rapporti è quella di isolare l’altro per ridurlo a sé, ai propri progetti e alla propria reazione istintiva. Accogliere l’altro, invece, vuol dire riconoscere e rispettare la sua storia, le sue relazioni costitutive.

“Non desiderare la donna d’altri” può essere inteso qui come amore all’universo delle relazioni in cui l’altro vive. Non posso dividere l’altro da ogni suo “altro”. In questa prospettiva il comandamento considerato si espande per diventare una qualità di tutti i rapporti.

In questo orizzonte di pensieri scopriamo ìl dono immenso che ci ha portato Gesù: quello di essere in lui tutti fratelli e sorelle, nessuno escluso, dove ciascuno viene accolto per quello che è, con tutta la sua ricchezza fatta di relazioni e di doni. Ci si accoglie veramente quando ci si accoglie come fratelli e sorelle, figli nel Figlio di Dio. Le relazioni nuove portate da Gesù sono relazioni vere: l’altro, quando non è ridotto ai propri desideri, diventa fonte di una novità inesauribile, perché ogni “altro” è sempre qualcuno per il quale Gesù ha dato la vita; l’altro è segno di un mistero inesauribile di amore.

Stampa

Immagini del numero marzo-aprile 2014: sotto licenza Creative Commons dell’utente flickr.com "Visto da me - Distanza di sicurezza": F L I R S T - Palk Clap; “Poche chiacchiere più parola -Maschio e femmina li creò”: nicolasnova; "Come Francesco - Pensieri di lussuria" del pittore Umberto Gamba; "Con Franscesco.