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Come Innocenzo - Cibo per vivere

Stare di fronte all’Eucaristia per Innocenzo è ciò che gli rende possibile il cammino: Eucaristia come cibo del cammino, l’alimento vero della persona, della sua speranza.

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Il Beato Innocenzo…

Questa storia inizia in primavera

non è inventata, è una storia vera:

l’anno esatto

il milleottocento quarantaquattro.

In Valcamonica c’è un paesino

di nome Niardo, lì nasce un bambino

che viene chiamato Giovannino.

Sembra una fiaba l’inizio, ma la morte

arriva presto a fare la sua parte.

Tre mesi appena ed ecco che il padre

muore di un’improvvisa polmonite.

Il piccolo resta con la madre.

Manca il pane. La vita si fa dura.

Si lavora nei campi di buon’ora:

fieno, granturco, grano.

Lo zio Francesco è un contadino

prende con sé il bambino,

la madre cuce e fa qualcosa

nei lavori di casa.

La domenica tutti si va in chiesa

Giovannino ci va un po’ più spesso,

resta lì vicino al tabernacolo, vicino al Crocifisso.Gli piace quel silenzio e quella pace.

Parla spesso con il buon Dio…”.*

 

Ecco, il rapporto di Giovannino, poi Innocenzo, con l’Eucaristia comincia così, da bambino, con lo sguardo di un bambino che nell’ostia incontra Dio. Mistero e segno per lui coincidono perfettamente, c’è una partecipazione profonda al mistero dell’essere, che scaturisce dall’oggettiva presenza di Gesù in quel semplice pezzo di pane. Questo sguardo, quegli occhi da “bambino”, Innocenzo se li porterà appresso per tutta la sua vita…

 

Andava in chiesa

a riordinare, pregare e confessare,

passava pomeriggi e sere,

a volte notti intere

inginocchiato lì presso l’altare

al bagliore di una o due candele,

le braccia in croce.

Lo trovava così l’alba con la prima luce

- Tu sei matto

gli diceva sua madre - vai a letto!”.*

 

Ma lo stare lì, di fronte all’Eucaristia era per lui ciò che rende possibile il cammino, l’Eucaristia era il cibo del cammino, l’alimento vero della persona, della sua speranza. Senza paragone, era il dono della possibilità di familiarità con Gesù, di cui lui stesso lo rendeva capace donandosi, dando se stesso come cibo e bevanda.

Innocenzo diventava una unità con Cristo: inimmaginabile alle sue capacità, ma una esperienza da guardare… con quegli occhi da bambino.

“Se non ritornerete come bambini…non entrerete mai…”.

* Tratto dal testo teatrale “La via di Innocenzo” di M. Finco e G. Pizzol

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