Bella storia!

Missione compiuta?

La Missione Giovani a Crema, oltre che un’esperienza di annuncio di quella Buona Notizia che è Gesù, è stata una grandissima occasione di comunione e fraternità francescana: insieme ai giovani e ai loro sacerdoti, hanno partecipato i Frati Minori del Nord Italia, i frati del Terzo Ordine Regolare e i Frati Minori Cappuccini di Lombardia e Veneto, insieme a una ventina di suore francescane provenienti un po’ da tutta l’Italia, che hanno portato la delicatezza e il prezioso apporto femminile a questa esperienza… scoprendo che è bello lavorare insieme per Gesù e che è più quello che ci unisce di quello che in 800 anni di storia ci ha diviso.
Alla prossima!

15---logoNei giorni tra l’11 e il 26 settembre 2010 la città di Crema ha cambiato volto: è strano camminare per le strade e incontrare frati e suore, che animano i pomeriggi, fermano i giovani, li ascoltano e li provocano; è inusuale vedere nelle piazze gruppi di persone che pregano, si esibiscono in balli sulle note di canti che fanno risuonare il nome di Gesù, e guardano divertite sketch e testimonianze che invitano a riflettere.

E così, forse più per curiosità che per vero interesse, ci si ferma stupiti per capire cosa sta accadendo e ci si lascia coinvolgere da questa Missione… e spesso si incontrano volti di amici e di sconosciuti, che sembrano avere qualcosa da dirci, non tanto a parole, ma con semplici sguardi.

Questa, insieme a visite in scuole, case, locali, luoghi di studio e di lavoro, è stata la Missione Giovani di Crema; o almeno quello che è apparso…

A dire il vero, le settimane di Missione sono state il risultato di un cammino di preparazione di due anni in cui alcuni giovani, insieme a qualche sacerdote e ai frati francescani di Lombardia, hanno cercato di concretizzare l’invito del vescovo Oscar per incontrare e annunciare ai propri coetanei quella Bella Notizia che ha cambiato la loro vita. Per provare a trasmettere la gioia che nasce dall’incontro con Cristo bisogna però prima instaurare una relazione significativa e continuativa con lui: è stato quindi con questa convinzione abbiamo ascoltato le meditazioni dei frati e ci siamo confrontati fra noi.

Accompagnati dal brano dell’incontro tra Zaccheo e Gesù, ci siamo lasciati ispirare dal capo dei pubblicani e dal suo sicomoro… per poter diventare per qualche giovane un piccolo strumento di incontro, proprio come i rami di quella pianta lo sono stati per Zaccheo, che, arrampicandosi lassù, ha potuto guardare Gesù e lasciarsi guardare da lui.

Ora che la missione è finita, è difficile capire se ci siamo riusciti: difficoltà ed errori non sono mancati, certo; eppure, forse, qualcosa è cambiato.

Ora camminiamo per le strade non più con lo sguardo basso per non inciampare, ma fisso all’altezza delle persone; abbiamo meno paura di fare un sorriso a chi incrociamo ed abbiamo più voglia di ascoltare chi incontriamo. Si respira un’aria diversa, più carica di speranza e fiducia: la fiducia che deriva dall’affidarsi, senza troppi calcoli e condizioni, allo Spirito, che ha soffiato abbondante in queste settimane.

Non è però del tutto vero che la Missione sia finita: la Missione continua e, invocando l’aiuto dello stesso Spirito, ora tocca a noi! Sono ancora molti i giovani che aspettano di arrampicarsi per vedere Gesù, e ci sono ancora tanti passi da fare per seguire il Maestro come e insieme al nostro amico Zaccheo.

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.