Bella storia!

Annuncio del Vangelo: istruzioni per l’uso

Non si può davvero annunciare Gesù con gioia e a ragion veduta se non ci si mette nelle sue mani con fede, con fiducia, con amore, lasciandosi plasmare, da lui come la creta nelle mani del vasaio.
13---shutterstock_61772869Per capire profondamente le ragioni e la gioia di annunciare Gesù bisogna, prima di tutto, mettersi nelle sue mani con fede, con fiducia, con amore.

Sì, dobbiamo spogliarci del nostro orgoglio, del nostro io, dei “nostri” progetti e lasciarci plasmare, lavorare da lui come la creta nelle mani del vasaio; “stare con lui”, nel silenzio, nell’ascolto a volte doloroso, lungo e paziente per conoscerlo, per fare esperienza di lui, per imparare il suo linguaggio, il suo stile di vita, la sua umiltà, la sua misericordia, il suo coraggio.

È necessario “stare con lui” per annunciare chi è veramente lui e ciò che lui ci ha detto e vuole dirci oggi; non possiamo non “dimorare in lui” e pensare di poter imparare ad amare e a lasciarci amare come ha fatto lui; devo entrare con umiltà, con la luce dello Spirito, in quel dialogo profondo tra Gesù e il Padre per capire che cosa Dio vuole veramente da me, qual è la sua volontà per il bene dei fratelli a cui sono inviato.

Io non voglio annunciare me stesso ma lui: Cristo povero, crocifisso e risorto!

C’è una condizione indispensabile per annunciare il Vangelo: essere uomini e donne di preghiera, capaci di vivere quotidianamente l’esperienza di amore, di incontro con una persona viva e fedele, che ti ama, ti parla, ti educa, ti corregge, ti scuote, ti fa piangere… che spesso non ti lascia dormire, ma che poi si avvicina e, delicatamente, ti asciuga le lacrime, ti cura le ferite, ti infonde coraggio, forza, speranza. Solo in questo incontro quotidiano e fedele con la sua Parola, il suo Corpo e il suo Sangue, Gesù ti dà orecchi che sanno ascoltare, occhi che sanno vedere, bocca che sa annunciare, mani che sanno lavorare e servire e piedi capaci di camminare e seguire Cristo, là dove lui ti vuole portare e dove non avresti mai il coraggio di andare per paura, per vergogna o per l’indifferenza che spesso raggela il cuore.

Solo stando attaccato a lui, impregnato del suo amore, del suo calore e della sua linfa vitale, rinasce costantemente il desiderio e il bisogno di condividere questo amore con tutti gli assetati e gli affamati della terra che non hanno ancora conosciuto l’amore, quello vero, l’amore di chi sa donare la sua vita fino all’ultima goccia di sangue.

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.