Bella storia!

Gesù, buona notizia da annunciare

Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere lui e comunicare agli altri l’amicizia con lui.
(Benedetto XVI)

12---shutterstock_56682076Normalmente siamo abituati a pensare che prima si devono capire le cose e poi le possiamo comunicare agli altri. Questo ci sembra ovvio. In realtà le cose non stanno proprio così, se ci pensiamo bene. Facciamo due semplici esempi. Un insegnante, è vero che deve prepararsi prima di tenere la lezione in classe. Tuttavia è altrettanto vero che la realtà che ha studiato prende una forma nuova in lui proprio quando pensa di comunicarla agli studenti. E più la spiega agli altri e più la capisce lui stesso in modo nuovo, magari proprio stimolato dalle loro domande. Un’esperienza analoga si può trovare nell’ambito delle relazioni affettive. Se un ragazzo si innamora di una ragazza potrà farsi molte idee sul proprio amore e su quella persona che gli ha toccato il cuore e magari perdersi in varie fantasie sul possibile futuro. In realtà quel ragazzo comprenderà veramente il proprio amore solo quando avrà il coraggio di uscire allo scoperto e dichiararsi apertamente alla persona amata. Solo qui inizierà a capire veramente che cos’è quel sentimento e quell’amore. In fondo, quello che non è veramente comunicato non è nemmeno vissuto.

Così possiamo capire da questi esempi perché Gesù è quella buona notizia da annunciare. Possiamo provare ad immedesimarci con l’esperienza degli apostoli: hanno incontrato Gesù, si sono sentiti chiamare da lui, lo hanno seguito. Ma se osserviamo bene, il Vangelo ci narra che Gesù li chiama per inviarli ad annunciare la buona novella del Regno; nel mattino di Pasqua essi riceveranno il mandato da Gesù ad annunciare il Vangelo a tutte le genti e a battezzare nel nome della santissima Trinità. In realtà i discepoli comprenderanno Gesù ed il suo messaggio non quando rimarranno tra loro, ma nel rischio della missione, nella comunicazione agli altri di quello che avevano incontrato, verificando così l’efficacia delle parole del Maestro.

Anche noi conosceremo sempre più intimamente Gesù quanto più avremo il coraggio di annunciarlo agli altri. Si conosce veramente Gesù nella sua capacità di dare senso alla vita quando ci si lascia afferrare da lui e si partecipa alla sua stessa missione nel mondo, che per noi vuol dire avere il coraggio di annunciare Gesù nella nostra vita quotidiana, nella famiglia, nel lavoro, nella scuola. Dunque, non si annuncia Gesù per fare proselitismo ma perché in tal modo comprendiamo di più chi sia lui veramente per noi, diventando capaci di dilatare la comunione che da lui scaturisce.

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.