Bella storia!

Provare per credere!

Gesù lo incontri direttamente nella tua vita e non solo per sentito dire! E la Parola che ascolti dalla sua bocca non è un “bla-bla” senza senso, ma ha il potere di risanare la tua vita, proprio lì dove ancora sta sanguinando e dove le parole di molti altri erano state solo una garza, che non ha capacità di guarire.
11---DSCN4105Per favore, alzi la mano chi, dopo aver letto queste quattro righe dell’articolo di catechesi - perché si è capito, vero, che questo è l’articolo di catechesi? - si prende la briga di tirar fuori il Catechismo degli Adulti e di andarsi a leggere i riferimenti che - diligentemente! - riporto.

Va bene: non è proprio un libro tascabile, né per dimensioni, né per peso, che non lo si può tranquillamente infilare nella borsa o nello zaino e sfilarlo con nonchalance sull’autobus e sul treno - come immagino facciate invece regolarmente con “Sui tuoi passi”, che ha tutte le caratteristiche di rivista portatile -, con il rischio/possibilità di essere pure agganciati dal vicino, che dopo aver spiato quello che state leggendo, rimane estasiato dai colori, dalle foto… e dal vostro luminoso sorriso. E mentre i vostri occhi vanno veloci da sinistra a destra e la vostra testa scende sempre più verso il petto, con la coda dell’occhio scoprite che anche chi vi è capitato accanto comincia a seguire le stesse vostre righe, e per poco non vi chiede di non voltare pagina - quando voi allungate l’indice della destra per girarla - perché non ha ancora finito l’articolo.

Ok, se non lo prendete in mano per queste ragioni, potete avere qualche possibilità di… aver ragione. Ma, una volta tornati a casa, quando vi concedete i due minuti di meritato riposo? Perché ancora non curiosate tra quelle pagine? Sono scritte abbastanza grosse, hanno delle figure - prima intere e poi un po’ a puzzle, con l’accento sui particolari, giusto perché non sfugga nemmeno un ghirigoro! - e il contenuto, ve l’assicuro, in alcuni punti è davvero avvincente (non in tutti, sono d’accordo con voi, ma le parti che “avvincono” valgono anche per quelle che un po’ annoiano).

Tanto altro a cui pensare? Molte cose da fare e bisogno di staccare almeno un po’ – e non certo con il Catechismo! - prima di ricominciare con il solito tran-tran? I bambini che fanno schiamazzo e distraggono? La moglie e/o il marito che appena vi vedono tranquilli con un libro in mano, fosse pure il Catechismo, cominciano a recriminare che tocca sempre a loro sorbirsi - magari usano anche termini più coloriti!  - il peso maggiore delle faccende di casa?

Ok, anche stavolta potete aver le vostre buone ragioni. Allora perché non scrivete all’egregio direttore della premiata rivista, che ‘sti articoli, sì, vanno bene (per favore – e per carità - non fatemi perdere il favoloso contratto… gratis!), ma che poi a voi del Catechismo non interessa un granché, non lo leggete… eccetera, eccetera?

Allora provate a mettervi nei miei panni, non tanto di suora - riuscirebbe un po’ difficile a qualcuno! - ma di “collaboratrice con articolo sul Catechismo” di questa splendida rivista bimestrale… Ci siete? Libro - suddetto e non tascabile - in mano, piano dell’anno della rivista tra le pagine, con gli argomenti da trattare da me medesima evidenziati in verde, perché un po’ di colore speranzoso non guasta mai! … e le vostre facce, che mi sfilano davanti come su un grande schermo al plasma in 3D - esiste un aggeggio di questo tipo? Beh, intendo l’ultimo modello sofisticatissimo che da un effetto assolutamente reale… della realtà - e mi chiedono supplichevoli: No, il catechismo no! Vi assicuro (per la seconda volta in questo articolo) che non sono così sadica da gonfiare il petto di sussurrarvi con un sorriso cinico: Invece sì! Ora belli miei vi sorbite la vostra dose bimensile di Catechismo! Anche perché so che a voi basta proprio un niente, un semplice indice destro - magari inumidito con un po’ di saliva, per far prima - per zittirmi!

Vorrei, o meglio desidererei che voi trovaste il tempo di avvicinarvi alle pagine del Catechismo senza l’intermediario delle mie striminzite righe di commento, perché sono belle, molto più belle di quello che io riesco a farvi anche solo lontanamente intravvedere.

Un po’ come quando Gesù lo si incontra direttamente nella propria vita e non solo per sentito dire! Quando si ascolta dalla sua bocca la Parola che risana la nostra vita, proprio lì dove ancora sta sanguinando e dove le parole di molti altri erano state solo una garza –seppur idrofila e sterile!-, che non ha però capacità di guarire. Perché anche voi possiate dire con i samaritani alla loro concittadina: Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo (Gv. 4, 42).

Provate voi, per una volta, a dare i numeri -del Catechismo degli Adulti, s’intende!

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.