Bella storia!

Visto da me - È buona? E vera?

Spesso ci interroghiamo sulla nostra felicità, senza poi avere il coraggio di risponderci onestamente. Siamo spesso disposti a scendere a compromessi, lasciando che finte felicità ci illudano… per poi deluderci.

09---2788073838_3140079cf2_o---john_lustigIl Vangelo ci annuncia una buona notizia! Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole con tanto entusiasmo dai nostri sacerdoti… ma sarà vero, o meglio sarà ancora vero?

Partiamo… dall’origine, dal significato stesso della parola Vangelo: i dotti dicono che derivi dal termine latino “evangelium”, che a sua volta deriva dal greco “euanghélion” il cui significato letterale è “lieto annunzio”, “buona notizia”. Il Vangelo è quindi portatore di buone notizie per definizione. Qualcuno potrebbe dire che non c’è concretezza, non c’è modernità… in soldoni non c’è alcun legame tra la mia vita e quanto accaduto ormai ben duemila anni fa. Non ha dunque più senso parlare del Vangelo oggi?

Analizzando bene il contenuto del Vangelo, ci si accorge che - sì - duemila anni fa eravamo in Palestina e non in Italia, c’erano i Romani, i Farisei, gli esattori delle tasse, i pastori e i falegnami… ma la loro storia non era poi così diversa dalla nostra. Anche loro, come noi, hanno assistito alla strage di innocenti; anche loro, come noi, hanno avuto vicende familiari difficili e drammatiche (la morte di Lazzaro, la dipartita del figlio prodigo...); ma ancora, anche loro come noi hanno temuto e dubitato che il Signore li avesse abbandonati durante le difficoltà (la tempesta sedata), anche loro come noi non hanno esitato a rinnegare la propria fede per paura (solo Giovanni e Maria sono sotto la croce), anche loro come noi si sono domandati perché la ricchezza e gli interessi personali e politici prevalessero sul bene comune.

Ma… in un mondo in cui quotidianamente si sentono cattive notizie (basta sintonizzare il televisore su qualsiasi telegiornale), al punto quasi di esserne assuefatti, quale è la vera buona notizia che il Vangelo ci annuncia?

“Il segreto per essere felici ed esserlo davvero”, questo potrebbe essere il messaggio promozionale per invitare tutti a leggere almeno una volta nella vita il Vangelo.

Ma c’è da chiedersi: quanto spesso ci interroghiamo sulla nostra felicità e quanto coraggio abbiamo di risponderci in tutta onestà e franchezza? Quanto spesso siamo disposti a scendere a compromessi e quante finte felicità lasciamo che ci illudano e poi deludano? C’è una verità che può saziare la nostra fame di felicità, una verità ferma, solida e disarmante, la vera fonte per la nostra salvezza: la consapevolezza di essere amati, così come siamo, come lo siamo ora, qui adesso, non come ci piacerebbe diventare o come ci dicono che dovremmo essere; la consapevolezza di essere amati di un amore totale e totalmente gratuito… ecco la buona notizia, per noi, oggi!

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.