Bella storia!

Come Francesco - Un Vangelo da vivere

Anche noi rischiamo di fare del Vangelo non una buona notizia per l’oggi, ma un fatto del passato, con scarsi riflessi per il tempo presente; la tentazione di accantonare la Parola del Nazareno, così esigente e impegnativa, così scomoda e compromettente, una Parola che chiede all’uomo il tutto della propria vita, delle proprie relazioni, del proprio agire.

06-07-shutterstock_61943911“Regola e forma di vita”. Con questa espressione Francesco d’Assisi definisce il “Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo” iniziando la stesura della Regola dei Frati Minori (cf. FF 75).

È proprio così che Francesco, come del resto anche Chiara, ha considerato il Vangelo nella sua vita: non tanto e non solo un libro da leggere, non l’insieme di episodi edificanti della vita di Cristo, non la raccolta di insegnamenti astratti, per quanto profondi, ma soprattutto il cammino da percorrere per essere davvero discepoli del Maestro, una vita da vivere in maniera concreta.

È sempre forte – e il Poverello lo sapeva bene – la tentazione di relegare il messaggio di Gesù nell’ambito della letteratura, o della dottrina: è la tentazione di fare del Vangelo non una buona notizia per l’oggi, ma un fatto del passato, con scarsi riflessi per il tempo presente; è la tentazione di accantonare la Parola del Nazareno, così esigente e impegnativa, così scomoda e compromettente, una Parola che non chiede all’uomo – di ieri e di oggi – solo “qualcosa”, ma il tutto della propria vita, delle proprie relazioni, del proprio agire…

E per Francesco è talmente chiara questa esigenza di totalità che il Vangelo si porta dentro, da desiderare per sé e per i suoi frati non l’applicazione parziale e frammentaria del Vangelo, ma l’osservanza totale, senza sconti e mediazioni – “sine glossa”, come amava dire – di quel Vangelo che ci mostra Gesù Cristo come redentore, ma anche come maestro e modello di vita.

Essere conforme a Cristo, seguire lui è, in sintesi, ciò che Francesco desidera da sempre e l’ideale a cui tende da quando, nel 1209, si è imbattuto nel brano evangelico in cui Gesù invia i suoi discepoli a predicare la buona Novella con le parole e le opere, definendo le condizioni e lo stile di tale mandato (cf. Mt 10,1-42): in quell’occasione esclama «Questo voglio, questo chiedo, questo desidero fare con tutto il cuore!» (FF 356). Sarà questo il programma di vita per sé e per i suoi compagni!

Osservare il Vangelo però non vuol dire considerarlo “semplicemente” come un elenco di comportamenti da mettere in pratica, quanto piuttosto somigliare a Gesù… imitandone l’amore, il servizio, la povertà, l’obbedienza al Padre e condividendone la missione di predicare la buona Notizia che è Cristo stesso, all’interno e in amore alla sua Chiesa: questa è la conversione al Vangelo che Francesco realizza, giorno dopo giorno, durante la sua vita.

Terminando la sua Regola, Francesco mette in stretta relazione lo stile di vita di Gesù e il suo Vangelo, come a voler indicare che la vita di Gesù e il messaggio da lui portato debbano poter diventare vita e messaggio di chi, come Francesco, lo segue: “Osserviamo la povertà, l’umiltà e il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, che abbiamo fermamente promesso” (FF 108-109).

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Fotografie sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su www.flickr.com: john_lustig, Hygiene Matters. Immagine di pag. 5 di Umberto Gamba.