Amore + rispetto

Vuoi fare l’amore con me?

Il rischio, per noi esseri umani, è di concentrare la nostra attenzione e le nostre energie sulla parte, il “fare sesso”, quando in realtà la nostra vocazione è costruire l’intero, ovvero “fare l’amore”.

pag14-11040601Siamo veramente fenomenali noi esseri umani, capaci di rinunciare alla primogenitura per un piatto di lenticchie, di perdere il paradiso terrestre per una mela… di concentrare tutta la nostra attenzione e le nostre energie sulla parte, il “fare sesso”, quando in realtà la nostra vocazione è costruire l’intero, ovvero “fare l’amore”.

Intendiamoci, non vogliamo dire che quello straordinario dono che Dio ci ha fatto, che consiste nell’unione fisica di due persone che si amano, non sia importante; intendiamo, piuttosto, prendere spunto da quello che continuamente ci mostra la nostra esperienza di coppia sposata da sette anni, dopo due anni di “fidanzamento”, con due figli qui al nostro fianco e uno già angioletto in cielo, ovvero che i principali ostacoli al nostro camminare insieme si nascondono dietro i dettagli, ancor più quelli banali.

Così, ogni giorno di più scopriamo che il nostro “fare l’amore” significa concretamente preparare la tavola, spegnere la luce per ultimo o fare la spesa, “portare fuori” la spazzatura o cambiare i pannolini a Giovanni, portare a letto Francesco o alzarsi per primo a preparare la colazione.

È questo continuo esercizio nelle fatiche di tutti i giorni, che diventa quasi sacrificio, il presupposto essenziale perché anche l’unione fisica diventi dono di sé, “fare l’amore” costruendo davvero l’amore, in contrapposizione allo sterile “fare sesso” che fa uso l’altro per raggiungere la soddisfazione delle proprie necessità e del proprio piacere.

Se la sessualità è il linguaggio più autentico che una persona possa vivere, ovvero la modalità per conoscere l’altro nel profondo, allora essa deve essere intesa come il “jolly” in un mazzo di carte, risorsa preziosa della quale fare uso solo al momento giusto perché non vada sprecata.

Quando c’è vera intimità, quando le barriere tra noi due sono crollate, quando abbiamo la percezione che il nostro “noi” sia unico, irripetibile, quando c’è una maturazione, un progetto, quando c’è la volontà di dirsi e darsi cose splendide, di costruire comunione per dare vita e imparare a donarsi, solo allora può pienamente realizzarsi la Parola nell’“essere due in una carne sola”.

E solo allora, nel dare forma alla propria vocazione, che è “fare l’amore”, un uomo e una donna dimostrano “che il Dio Amore ha ancora voglia di essere rappresentato e affida a loro il compito di testimoniare come egli vive”.

Ringraziamo di cuore M. Zattoni e G. Gillini, dai quali abbiamo ripreso il titolo e alcuni stralci della breve riflessione (ed. Queriniana, 1999), nonché numerosi spunti per il nostro quotidiano tentativo di “costruire l’amore”.

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Fotografie immagine di pagine 4 e 5 del pittore Umberto Gamba; sotto licenze Creative Commons degli autori con i seguenti nomi o pseudonimi registrati su flickr.com: RedPhantomProductions.